21 lug 2010

Brevetto Sony: 3D stereoscopico condiviso sullo stesso monitor

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Sony ha depositato un brevetto su una nuova tecnologia che consente a due o più utenti di vedere cose diverse su uno stesso monitor. Il monitor proietta segnali video diversi che vengono filtrati dagli occhialini con otturatore. Quest’ultimo, infatti, si attiva a seconda del segnale video che in quel momento viene visualizzato.

L’attivazione alternata del filtro consente di vedere solo uno dei flussi video e in 3D stereoscopico. La tecnologia è in grado di produrre diversi flussi video e quindi consente a più di due utenti di interfacciarsi con il monitor. Gli occhialini, come si vede anche nell’immagine, sono inoltre dotati di auricolari, in modo da fornire flussi audio indipendenti ai vari utenti del sistema.

Una tecnologia del genere potrebbe essere utile per quei giochi che in multiplayer si giocano in split-screen sulla stessa console, ovvero con schermo diviso in due parti riservate ciascuna a uno dei due giocatori. In questo modo ognuno dei giocatori vedrebbe solamente la propria partita e non potrebbe barare sbirciando nella metà dello schermo riservata all’altro giocatore. Twisted Metal e Killzone 3, dice lo stesso documento depositato, sono due validi esempi per sfruttare questo sistema.

Come si vede nell’altra immagine collegata in questa pagina, la tecnologia potrebbe essere usata anche per avere usi differenti del monitor nello stesso momento. Due utenti potrebbero, ad esempio, giocare, mentre un terzo potrebbe guardare contemporaneamente la televisione. D’altra parte, tutti i frame devono essere calcolati dal sistema, al quale è dunque richiesto uno sforzo computazionale notevole. Inoltre, sarebbe necessario un monitor con frequenza di aggiornamento particolarmente alta.

Questo è uno dei brevetti più semplici che si possano depositare, però ha applicazioni praticamente infinite!
SONY , se il brevetto verrà riconosciuto come valido in futuro (non riesco bene a capire quale tecnologia voglia rendere brevettata , visto che si tratta semplicemente di un utilizzo diverso di tecnologie 3D ed inoltre non riesco a capire se il brevetto coprirà anche gli sviluppi su tecnologia POLARIZZATA so solo LCD), avrà un infinità di sviluppi da sfruttare!!
ALCUNI SVILUPPI:
Possibilità di vedere Più canali sulla stessa TV .
Cinema multisala con un solo schermo  (Mai andati a vedere terminator 3 con il bimbo di 4 anni? mai chiesti il perchè?? PENSATE a POTER ANDARE AL CINEMA E VEDERE 2 FILM DIFFERENTI per ADULTI E BAMBINI)
Partite in multi player con schermi divisi!!
L’unico mio scetticismo e su come sony possa aver brevettato “una maniera di utilizzo di una tecnologia già esistente)!

01 lug 2010

ANDROID 2.2

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Nel corso della giornata di ieri Google ha annunciato di aver iniziato a rilasciare pubblicamente l’aggiornamento ufficiale ad Android 2.2 per lo smartphone Nexus One. Mostrato in anteprima verso la fine di maggio nel corso della Google I/O Conference, Android 2.2 introduce diverse novità fra cui il pieno supporto alle tecnologie Flash 10.1 di Adobe.

In accordo con quanto riportato nella sezione News and Updates del sito dedicato allo smartphone di Google, l’aggiornamento verrà rilasciato gradualmente e gran parte degli utenti dovrebbe riceverne notifica già entro fine settimana.

Per poter effettuare l’aggiornamento è necessario aver ricevuto la suddetta notifica, attraverso la quale sarà possibile iniziare immediatamente il download e l’installazione del software; per procedere con l’operazione è consigliato utilizzare una connessione Wi-Fi.

04 giu 2010

LINUX UBUNTU Configurare PORT KNOCKING

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LISTA FILE DA SCARICARE

Questo articolo è il seguito della configurazione iptables per linux reperibile quì :

In questa breve guida vedremo come configurare un servizio di port knocking sul nostro server ubuntu.

Il demone utilizzato è knockd, un semplice e potente programma unix che si occupa di gestire appunto le “bussate”.

Vi rimando al link sopra per una delucidazione sulle tecniche di port knocking.

La guida seguente mostrerà solo come implementare un servizio di port knocking semplicissimo, basato sulla bussata in sequenza a determinate porte, non trattando implementazioni cifrate ed avanzate (le uniche REALMENTE SICURE).

Installate knockd

sudo apt-get install knockd
modificate il file di configurazione /etc/default/knockd
################################################
#
# knockd's default file, for generic sys config
#
################################################
# control if we start knockd at init or not
# 1 = start
# anything else = don't start
#
# PLEASE EDIT /etc/knockd.conf BEFORE ENABLING
START_KNOCKD=1
# command line options
KNOCKD_OPTS="-i eth0"
Avviate il demone (ricordatevi di riavviarlo con restart dopo ogni modifica al suo file di configurazione comandi che vedremo dopo)
sudo /etc/init.d knockd start
Ora modifichiamo le regole di bussata
NB  nella guida si passa subito ad impostare la porta ssh sotto regole di BUSSATA, vi invito CALOROSAMENTE a provare prima con la porta 80 per tutto il tempo necessario, una volta chiusa la porta SSH non avrete più accesso al vostro server in aso di errori!!!
vim /etc/knockd.conf
[options]
logfile = /var/log/knockd.log
[openSSH]
sequence    = 1000,3456,2567
seq_timeout = 10
tcpflags = syn
command     =sudo /sbin/fwsshopen.sh
[closeSSH]
sequence   = 5000,1234,3456
seq_timeout = 10
tcpflags = syn
command    =sudo /sbin/fwup.sh
Naturalmente scegliete le porte che preferite. Sappiate che si possono dare configurazio a tempo (apertura della porta per n secondi e poi chiusura…) e far eseguire TUTTE le operazioni che si vuole al nostro demone (avviare il terminale ssh e stopparlo, eseguire programmi, inserire stringe iptables, ecc).
salvate e riavviate knockd
sudo /etc/init.d/knockd restart
RIPETO sostituite per la prima volta la porta 80 nel file di configurazione quì sopra.
Ora passiamo a modificare i vari file .sh di configurazione di iptables come segue:
/sbin/fwup.sh
#!/bin/bash
# Per prima cosa ripuliamo la configurazione eventualmente
# presente
#disabilita l'inoltro dei pacchetti durante le operazione di settaggio del firewall
echo 0 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_syncookies
echo 0 > /proc/sys/net/ipv4/ip_forward
## RESET DELLE REGOLE ##
sudo iptables -F
sudo iptables -t mangle -F
sudo iptables -t nat -F
sudo iptables -X
sudo iptables -t mangle -X
sudo iptables -t nat -X
## TABELLA FILTER ##
# Le regole di default imporranno di scartare tutti i pacchetti
# a meno che non venga specificato diversamente. In questo modo
# eviteremo di lasciare inavvertitamente qualcosa aperto
# Definizione criterio generale
sudo iptables -P INPUT DROP    # scarta tutti i pacchetti in ingresso
sudo iptables -P FORWARD DROP  # scarta tutti i pacchetti in attraversamento
sudo iptables -P OUTPUT ACCEPT # accetta tutto il traffico che vuole uscire
# Per maggiore sicurezza, diciamo a Netfilter di scartare tutto il traffico
# non valido, come ad esempio quello che non appartiene a nessuna
# connessione conosciuta
# Frammenti e pacchetti non validi
sudo iptables -A INPUT -f -j DROP
sudo iptables -A INPUT -m state --state INVALID -j DROP
sudo iptables -A OUTPUT -f -j DROP
sudo iptables -A OUTPUT -m state --state INVALID -j DROP
# Netfilter disciplina tutto il traffico, anche quello che passa per
# l'interfaccia di loopback, che non deve essere bloccato
# Traffico di loopback
sudo iptables -A INPUT -i lo -j ACCEPT
sudo iptables -A OUTPUT -o lo -j ACCEPT
# Per poter utilizzare una connessione ad Internet, comunque, è necessario
# permettere l'ingresso dei pacchetti appartenenti o correlati ad una
# connessione aperta dalla nostra macchina, che, altrimenti, verrebbe
# bloccato in vitrù della configurazione di default
## TABELLA FILTER - INGRESSO ##
# Accetta pacchetti di connessioni esistenti
sudo iptables -A INPUT -m state --state ESTABLISHED,RELATED -j ACCEPT
## APERTURA PORTE SPECIFICHE
sudo iptables -A INPUT -p tcp --dport 80 -j ACCEPT
#REGISTRO LOG FILE SCARTATI
sudo iptables -A INPUT -j LOG --log-level info --log-prefix "FIREWALL (INPUT): "
##AERA FTP
sudo modprobe ip_conntrack
sudo modprobe ip_conntrack_ftp
sudo iptables -A INPUT -p tcp -s 0/0 --sport 1024:65535 -d 92.243.21.29 --dport 21 -m state --state NEW,ESTABLISHED -j ACCEPT
sudo iptables -A OUTPUT -p tcp -s 92.243.21.29 --sport 21 -d 0/0 --dport 1024:65535 -m state --state ESTABLISHED -j ACCEPT
sudo iptables -A INPUT -p tcp -s 0/0 --sport 1024:65535 -d 92.243.21.29 --dport 1024:65535 -m state --state ESTABLISHED,RELATED -j ACCEPT
sudo iptables -A OUTPUT -p tcp -s 92.243.21.29 --sport 1024:65535 -d 0/0 --dport 1024:65535 -m state --state ESTABLISHED -j ACCEPT
sudo iptables -A OUTPUT -p tcp -s 92.243.21.29 --sport 20 -d 0/0 --dport 1024:65535 -m state --state ESTABLISHED,RELATED -j ACCEPT
sudo iptables -A INPUT -p tcp -s 0/0 --sport 1024:65535 -d 92.243.21.29 --dport 20 -m state --state ESTABLISHED -j ACCEPT
#riabilito l'inoltro dei pacchetti
echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/tcp_syncookies
echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/ip_forward
Abbiamo eliminato l’apertura di defualt della porta 22 (RIPETO PROVATE PRIMA CON LA PORTA 80, eliminate quella!)
Ora creiamo il nuovo file:
cp /sbin/fwup.sh fwsshopen.sh
vim /sbin/fwsshopen.sh
riempiamolo con la configurazione che apre la porta aggiungendo nella sezione giusta la regola per la porta 22:
## APERTURA PORTE SPECIFICHE
sudo iptables -A INPUT -p tcp --dport 80 -j ACCEPT
sudo iptables -A INPUT -p tcp --dport 22 -j ACCEPT
Salviamo il file e rendiamolo eseguibile:
chmod +x /sbin/fwsshopen.sh
A questo punto abbiamo 2 file di configurazione distinti, il primo verrà avviato (fwup.sh) in automatico all’avvio del server, e richiamato nella sequenza di chiusura porte, il secondo fwsshopen.sh viene invece richiamato solo dal demone che effettua l’apertura delle porte!!
Il concetto è : fwup.sh >> Chiude le porte  | fwsshopen.sh >> Apre le porte!
A questo punto non ci resta che testare il tutto:
NB Se volete comunque provare subito con la porta ssh, e avete il file fwup.sh sche trovate sopra, non dovreste incorrere in danni irrimediabili se NON chiudete la finestra terminale ssh, difatti il firewall è configurato in modo da tenere “aperte” le sessioni “avviate”, perciò potete “tranquillamente”  aprire la vostra consolle ssh, eseguire il test di bussate per chiudere la porta senza uscire dal terminale, a questo punto provate ad avviare una nuova istanza ssh, SEMPRE SENZA CHIUDERE LA VECCHIA, vedrete che la nuova istanza ssh NON si connette, mentre voi potete sempre lavorare (e riparare i danni eseguendo a mano /sbin/fwsshopen.sh) sul vostro terminale.
Per verificare anche dalla consolle ssh aperta che tutto vada per il verso giusto digitate:
iptables -nL | grep ":22"
Se la porta è aperta riceverete:
ACCEPT     tcp  --  0.0.0.0/0            0.0.0.0/0           tcp dpt:22
Se la porta è chiusa invece non avrete nessun output!
LA BUSSATA di APERTURA/CHIUSURA:
Sotto linux la cosa è molto semplice :
knockd -v ip - porte
Sotto WINDOWS dovrete prima scaricare il programma knockd.exe che trovate nel link iniziale, posizionatelo in c:\, dopodichè andate su START>ESEGUI e digitate : CMD , poi invio
Ora dalla finestra dos scrivete : C:\knock.exe -v IPSERVER PORTA1 PORTA2 PORTA3  e poi digitate invio
Se tutto funziona vedrete N righe con la dicitura:
C:\knock.exe -v IP PORTA1 PORTA2 PORTA3
hitting tcp IP:PORTA1
hitting tcp IP:PORTA2
hitting tcp IP:PORTA3
verificate dalla consolle SSH aperta che sulla porta 22 riceviate l'output di aperto : ACCEPT     tcp  --  0.0.0.0/0            0.0.0.0/0           tcp dpt:22
Eeseguite la bussate di chiusura che avete scelto voi nel file knockd.conf e verificate di non ottenere nessun output!
Il gioco è fatto!
Liberi di scegliere quante porte volete, nella sequenza che volete!!

04 giu 2010

Google non si fida più di Microsoft Windows

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Google non si fida più di Microsoft Windows per la sicurezza dei propri PC aziendali. La notizia viene riportata dal Financial Times e viene messa in stretta relazione ai problemi subiti da Google sul territorio cinese.

Infatti, si ricorderà che alla base dell’abbandono delle attività in terra cinese vi fu la violazione di alcuni sistemi di Google. Con il tempo venne accertato che le violazioni furono possibili sfruttando delle vulnerabilità di Microsoft Windows, anche se poi la situazione è degenerata dal piano tecnico e pratico a quello più idealistico della libertà di informazione.

Sta di fatto che al momento Google propone ai dipendenti neoassunti un sitema Apple oppure un PC con Linux preinstallato. Per utilizzare Windows sul notebook o su altro PC è necessaria l’autorizzazione esplicità dell’azienda. Google non rilascia ulteriori dettagli sulla vicenda e non è nemmeno chiaro quanto la disposizione interna sia ufficiale.

Microsoft e Google si contrappongono su vari fronti e per la fine del 2010 è atteso il rilascio di Google Chrome OS, ma la scelta di disincentivare i propri dipendenti dall’utilizzo di soluzioni Windows pare basata su motivazioni di sicurezza.

03 giu 2010

PORT KNOCKING

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Client windows:

C:\knock.exe -v IP PORT PORT PORT
hitting tcp IP :x xxx
hitting tcp IP :x xxx
hitting tcp IP :x xxx

22 mag 2010

SPAM, stime 2010 kaspersky – GMAIL non ne risente

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Kaspersky Lab fotografa spam e phishing nei primi mesi del 2010

Lo spam e il phishing sono problemi importanti e sempre di attualità. Kaspersky Lab pubblica un reposrt con i dati relativi ai primi tre mesi del 2010”

Le prime tre posizioni della nostra speciale classifica dedicata alla geografia delle fonti di spam sono andate ad appannaggio rispettivamente di Stati Uniti, India e Russia. Gli spammer stanno trasferendo i domini da essi utilizzati dalla zona .cn alla zona .ru.

Kaspersky Lab ha diffuso un interessante report relativo ai fenomeni di spam e phishing nei primi tre mesi del 2010. la quota di spam nel traffico di posta elettronica ha avuto un valore medio dell’ 85,2% e questo valore da di per sè un’idea sulle reali dimensioni del fenomeno e su quante risorse hardware vengono purtroppo sprecate per gestire anche tali dati.

A livello geografico le aree da cui proviene una maggior quantità di spam sono USA, India e Russia e queste rivelazioni coincidono in parte con altri dati diffusi da Symantec nel Symantec InternetSecurity Threat Report del quale abbiamo parlato a qui. Per quanto riguarda la provenienza dello spam Kaspersky Lab rileva uno spostamento da domini .cn a domini .ru e ciò viene giustificato con l’inasprimento di alcuen policy di registrazione sull’area cinese.

PayPal e eBay rimangono il target preferenziale per gli attacchi di phishing e il report di Kaspersky Lab segnala come nello 0,57% dei messaggi analizzati siano stati rilevati link a siti di phishing. Le statistiche segnalano inoltre una cosistente riduzione del fenomeno di spam nel mese di marzo e per questo inaspettato trend Kaspersky non ha al momento spiegazioni.

Gli attacchi di phishing rivolti a Facebook sono in costante ascesa e il social network è al quarto posto nella speciale classifica dei target preferiti per il phishing. Questo dettaglio merita un approfondimento, infatti mentre gli attacchi a eBay o PayPal hanno chiaramente un ritorno economico nel caso di Facebook la situazione è ben differente. Kaspersky Lab giustifica così questa particolare situazione:

Impossessandosi illegalmente dei dati relativi agli account degli utenti di Facebook, i malintenzionati della Rete acquisiscono l’opportunità di poter agevolmente inviare messaggi di spam sia ai titolari degli account rubati che alle persone con cui questi ultimi hanno stretto amicizia all’interno del social network. L’adozione di un simile sistema per realizzare l’invio di messaggi spam consente ai malfattori di poter raggiungere una vastissima platea di utenti e di avvalersi altresì delle ghiotte opportunità aggiuntive offerte dai social network. Inoltre, al momento della registrazione dell’account, gli utenti dei social network sono soliti fornire numerosi dati personali, tra cui, ad esempio, il proprio indirizzo di posta elettronica, il quale, in caso di successiva violazione dell’account, può facilmente entrare a far parte di un database utilizzato da qualche spammer per l’effettuazione di mailing di massa.

Il report di Kaspersky Lab riporta quindi l’attenzione al delicato aspetto del furto di identità online e dell’importanza, o pericolosità, di condividere dati personali o rilevanti relativi alla propria persona utlizzando strumenti online.

FONTE:  link

05 mag 2010

APACHE2 .htaccess file, proteggere una directory tramite password e impostare l'utilizzo dei file htaccess

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linux pineapple

PINEAPPLE guarda al mondo unix OS con vivo interesse, il 99% di quello che state vedendo sfrutta l’enorme potenziale delle strutture open source UNIX, passando ovviamente per ambiente windows, ma sviluppandosi poi nella forma finale su piattaforma UNIX!

OGGETTO: PINEAPPLE offre la possibilità a tutti di configurare in maniera appropriata i file htaccess di apache2! Tramite questi file è possibile proteggere alcune parti di un sito web tramite password, ed eseguire altre interessanti funzioni!

SERVE AIUTO? >> Contatti contattaci per richeidere assistenza e supporto tecnico!

1) Apache2 utilizza file di configurazione differenti dalle vecchie versioni

Apache puo’ rendere visibili ed elencabili i file di una determinata directory tramite il browser ed una opportuna autenticazione.Il che puo’ essere utile quando si vuole permettere ad alcuni utenti di scaricare file attraverso internet.

Passeremo adesso alla configurazione di apache per quanto riguarda la condivisione della directory, ma affronteremo la questione in due modi. Il primo modo di risolvere la questione e’ quello di creare un virtualhost ed il secondo invece quello di permettere l’override in modo tale che anche un non-amministratore possa configurare a piacimento alcune direttive su una determinata directory mediante l’utilizzo dei file .htaccess .

Apache se correttamente configurato, permette agli utenti che hanno accesso al server di “sovrascrivere” alcune direttive di configurazione generali per porzioni di sito. In pratica l’amministratore, root per esempio, puo’ decidere di far amministrare una parte del sito ad un altro utente, con un altro file di configurazione che in pratica aggiunge altre direttive a quelle gia’ attive della configurazione generale. Questa procedura e’ nota come Override e viene realizzata creando un file di nome .htaccess nella sottodirectory che diamo in gestione.
La procedura per l’abilitazione dell’override viene effettuata da root direttamente sul file di configurazione di apache.

Con questo metodo è possibile creare un sito virtuale, utile per offrire diversi link agli utenti (www.xxx-1.com/ciao – www.xxx-2.com – www.xxx-2.com/sito2) sullo stesso server o dominio.

In questo esempio metteremo in ascolto Apache sulla porta 8080 quindi aggiungiamo al file /etc/apache2/ports.conf la riga :


Possiamo aggiungere le seguenti direttive al file di configurazione di default di apache (su debian/ubuntu) /etc/apache2/sites-enabled/tuosito.com :
#Per la condivisione file via web

#Apache resta in ascolto sulla porta 8080
<VirtualHost *:80>
        ServerAdmin webmaster@localhost

        DocumentRoot /var/www
        <Directory /var/www/>
                AllowOverride None
                Order deny,allow
                deny from all
        </Directory>

        #alias che permette di raggiungere la directory aggiungendo alla url "/deposito-web"
        Alias /deposito-web "/home/utente/deposito-web/"

        <Directory /home/utente/deposito-web/>
                #Autenticazione (in basso per uteriori spiegazioni)
                AuthName "web"
                AuthType Basic
                AuthUserFile /etc/apache2/utenti-web
                require valid-user

                #La directory potra mostrare i file(Indexes) e seguire i link (FollowSymLinks)
                Options Indexes FollowSymLinks MultiViews

                #Non permettiamo agli utenti di utilizzare i file .htaccess per configurare le directory
                AllowOverride None
                Order allow,deny
                allow from all
        </Directory>

        ErrorLog /var/log/apache2/error.log

        # Possible values include: debug, info, notice, warn, error, crit,
        # alert, emerg.
        LogLevel warn

        CustomLog /var/log/apache2/access.log combined

</VirtualHost>
  • AuthName “web” e’ l’etichetta della finestra di login;
  • AuthType Basic e’ il tipo di autenticazione (al momento esiste solo questo tipo);
  • AuthUserFile /etc/apache2/utenti-web indica il file di testo contenente gli utenti e le password (vedremo in eguito);
  • require valid-user indica che solo gli utenti validi potranno accedere al sito;

Immaginiamo di voler far accedere via web il pubblico ad una certa directory ,per esempio /var/www/web, e quindi di richiedere utente/password per l’autenticazione. Dobbiamo aggiungere al file di configurazione di Apache (su Debian /etc/apache2/sites-enabled/tuosito.com oppure /etc/apache2/apache2.conf) la seguente sezione:

...
<Directory "/var/www/web">
        AllowOverride All
</Directory>
...

Come si puo’ notare stiamo consentendo l’override completo sulla directory /var/www/web , in pratica con questa direttiva il file .htaccess sara’ ingrado di specificare quasi qualsiasi opzione per la suddetta directory e ricorsivamente su tutte le altre. Se si vuole abilitare l’override solo per alcune direttive si deve cambiare AllowOverride All con AllowOverride <direttiva> . Per l’elenco delle direttive e’ utile dare uno sguardo ad un manuale di apache (come Apache HTTP Server Documentation) .

Ecco il file .htaccess che specifica i parametri per la protezione della nostra directory.

AuthName "web"
AuthType Basic
AuthUserFile /etc/apache2/utenti-web
require valid-user

Il file deve essere posto nella stessa directory da proteggere.

  • AuthName “web” e’ l’etichetta della finestra di login;
  • AuthType Basic e’ il tipo di autenticazione (al momento esiste solo questo tipo);
  • AuthUserFile /etc/apache2/utenti-web indica il file di testo contenente gli utenti e le password (vedremo in eguito);
  • require valid-user indica che solo gli utenti validi potranno accedere al sito;
    per consentire l’accesso ad UN SOLO UTENTE DELLA LISTA utenti-web SCRIVERE IL FILE .HTACCESS come SEGUE:
AuthName "web"
AuthType Basic
AuthUserFile /etc/apache2/utenti-web
<Limit GET POST>
require user UTENTESPECIFICO
</Limit>
<Limit GET POST>require user matteo</Limit>

Ci avvarremo dell’utility da riga di comando ,fornita con apache, htpasswd .

Immaginiamo di dovere aggiungere l’utente pippo, ecco il comando:

htpasswd -c /etc/apache2/utenti-web pippo
NB linux potrebbe non farvi creare il file utenti-web nella directory di apache anche con privilegi root e sudo, per cui scegliete una directory diversa (www?) e
sostituitela in tutte quelle posizioni dove vi veniva richiesto di utilizzare /etc/apache2/utenti-web

La password verra chiesta, in maniera interattiva .
Qualora il file non esiste lo crea, qualora il file delle password esiste lo tronca e lo ricrea con il solo utente pippo. Per aggiungere altri utenti è sufficiente il commando htpasswd senza il parametro -c

htpasswd /etc/apache2/utenti-web pippo

Adesso e’ sufficiente riavviare apache con apachectl restart per vedere i risultati. Ogni volta che si apportano modifiche al solo file .htaccess non e’ necessario riavviare apache.

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20 apr 2010

LINUX Guida definitiva backup database mysql su web server

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LINUX powered by PINEAPPLE

PINEAPPLE guarda al mondo unix OS con vivo interesse, il 99% di quello che state vedendo sfrutta l’enorme potenziale delle strutture open source UNIX, passando ovviamente per ambiente windows, ma sviluppandosi poi nella forma finale su piattaforma UNIX!

OGGETTO: PINEAPPLE offre la possibilità a tutti di configurare una suite completa di backup destinati ad un webserver avanzato!

SERVE AIUTO? >> Contatti contattaci per richeidere assistenza e supporto tecnico!

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20 apr 2010

LINUX UBUNTU Configurazione Firewall iptables per server web , ftp , ssh, powered by PINEAPPLE

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PINEAPPLE powered by UNIX PINEAPPLE guarda al mondo unix OS con vivo interesse, il 99% di quello che state vedendo sfrutta l’enorme potenziale delle strutture open source UNIX, passando ovviamente per ambiente windows, ma sviluppandosi poi nella forma finale su piattaforma UNIX!

OGGETTO: PINEAPPLE offre la possibilità a tutti di configurare un semplice e robusto firewall iptables su qualsiasi distribuzione UNIX, per proteggere il vostro sistema web o il vostro server personale!

SERVE AIUTO? >> Contatti contattaci per richeidere assistenza e supporto tecnico!

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02 apr 2010

VOIP: Come risparmiare un sacco di soldi per chiamate all'estero!

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VOIP GATEWAYQuesto articolo vuole portare a conoscenza del pubblico un sistema alternativo alle telefonate classiche, MOLTO osteggiato da parte delle compagine telefoniche, che permette di risparmiare DAVVERO un sacco di soldi per le telefonate estere.

A chi si rivolte:

Chi ha parenti all’estero e spesso telefona tramite rete fissa , cellulare, oppure schede ricaricabili

Aziende che hanno sedi in diverse parti del mondo

Persone che NON hanno il collegamento telefonico in abitazione, ma dispongono invece di un collegamento dati (ADSL – Internet)

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